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Quando il campo di battaglia è la mente: psicologia e Cognitive Warfare nell’era digitale

Dott.ssa Martina Veneziano


Nel panorama contemporaneo, segnato da interconnessione digitale e flussi informativi continui, la Cognitive Warfare sta emergendo come tema centrale nel dialogo tra psicologia, tecnologia e sicurezza. Pur richiamando il lessico militare, riguarda l’intera società: ciò che è in gioco è il modo in cui percepiamo, interpretiamo e utilizziamo le informazioni per orientare decisioni e comportamenti.

Flussi informativi e ambiente digitale

Dalla guerra dell’informazione alla Cognitive Warfare

Se in passato il conflitto era associato soprattutto al controllo di territori e risorse, l’evoluzione tecnologica ha ampliato gli spazi della competizione. La Cognitive Warfare può essere intesa come l’insieme di attività volte a influenzare (o proteggere) i processi cognitivi di individui e gruppi: non solo cosa viene comunicato, ma come quel contenuto viene percepito, elaborato e integrato nella costruzione della realtà.

A differenza delle operazioni informative tradizionali, l’attenzione si sposta sui meccanismi psicologici che guidano attenzione, memoria, ragionamento e decisione.

Il contributo della psicologia: euristiche e bias

La psicologia aiuta a comprendere vulnerabilità e risorse della dimensione cognitiva. Per gestire grandi quantità di informazioni, le persone ricorrono a scorciatoie mentali (euristiche). Sono spesso utili, ma possono produrre errori sistematici di giudizio (bias cognitivi), soprattutto in contesti ad alta pressione informativa.

  • Confirmation bias: tendiamo a cercare e valorizzare informazioni coerenti con le nostre convinzioni.

  • Availability bias: giudichiamo più probabili eventi che ricordiamo facilmente.

  • Polarizzazione di gruppo: in contesti omogenei possono rafforzarsi posizioni più estreme.

  • Contagio emotivo: negli ambienti digitali emozioni e reazioni possono diffondersi rapidamente.

Riconoscere questi processi è un primo passo per promuovere consapevolezza e capacità critica nell’interazione con l’informazione.

Pensiero critico e valutazione delle fonti

Tecnologie digitali e complessità dell’informazione

Le piattaforme digitali hanno trasformato l’accesso alle notizie e la partecipazione alla vita pubblica. Gli algoritmi tendono a privilegiare contenuti capaci di generare coinvolgimento emotivo, con il rischio di amplificare polarizzazione e contenuti scarsamente verificati.

In parallelo, strumenti basati su intelligenza artificiale possono produrre testi e immagini sempre più realistici, rendendo più difficile distinguere tra informazione verificata, opinione e contenuto manipolato.

Resilienza cognitiva: fattori protettivi

La letteratura scientifica dedica crescente attenzione alla resilienza cognitiva: la capacità di mantenere un’elaborazione equilibrata, flessibile e consapevole anche sotto pressione informativa.

  • Sviluppo del pensiero critico.

  • Alfabetizzazione digitale e mediatica.

  • Capacità di riconoscere le proprie distorsioni cognitive.

  • Esposizione a fonti informative diversificate.

  • Promozione del dialogo e del confronto costruttivo.

La resilienza cognitiva è anche una risorsa collettiva: sostiene coesione sociale e capacità delle comunità di affrontare situazioni complesse.

Il contributo della psicologia militare

La psicologia militare può contribuire allo studio della Cognitive Warfare analizzando decisioni in condizioni di stress, gestione dell’incertezza, resilienza psicologica e dinamiche di gruppo. L’obiettivo non è attribuire giudizi a specifici attori, ma comprendere come le persone elaborano informazioni in contesti ad alta complessità operativa e comunicativa.

Queste conoscenze possono essere utili non solo per organizzazioni di sicurezza e difesa, ma anche per professionisti della salute mentale, educatori, comunicatori e cittadini, favorendo una cultura della consapevolezza cognitiva.

Conclusioni

La Cognitive Warfare è una delle tematiche emergenti più rilevanti all’intersezione tra psicologia, tecnologia e sicurezza. Comprendere come si formano convinzioni, come si diffondono narrazioni e come vengono prese decisioni aiuta ad affrontare con maggiore consapevolezza le sfide dell’ambiente informativo moderno.

Autrice

Dott.ssa Martina Veneziano – psicologa con formazione in Neuroscienze Cognitive e Riabilitazione Psicologica; Master di II livello in Psicologia Digitale (in corso).

Bibliografia essenziale

  • Deppe C, Schaal GS. Cognitive warfare: a conceptual analysis of the NATO ACT cognitive warfare exploratory concept. Front Big Data. 2024;7:1452129.

  • Miller, S. Cognitive warfare: an ethical analysis. Ethics Inf Technol 25, 46 (2023).

  • NATO Allied Command Transformation. (2023). Cognitive Warfare: Strengthening and Defending the Mind.

  • Ördén, H. (2024). The neuropolitical imaginaries of cognitive warfare. Security Dialogue, 55(6), 607–624.

 
 
 

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